Recensione Ferrino Rutor 30

zaino ferrino rutor 30

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Voto Totale
4.4
  • Traspirazione sul dorso
    (5)
  • Comfort
    (4)
  • Funzionalità
    (4)
  • Stabilità
    (4)
  • Peso
    (5)
Voto Utenti 4 (1 recensione)

In sintesi

Zaino versatile a volume variabile, studiato per le uscite alpinistiche e scialpinistiche di una giornata. Fa della leggerezza e della versatilità i suoi punti di forza. Migliorabile la modalità di integrazione della tasca superiore con il corpo zaino.

Pro

  • Peso contenuto
  • Versatilità (cappuccio estensibile e amovibile)
  • Scompartimento separabile per corda o ramponi
  • Presenza riflettore RECCO
  • Stabilità in discesa

Contro

  • Largo utilizzo di plastiche per le fibbie e i passanti
  • Assenza rinforzi nella zona di trasporto diagonale degli sci
  • Tasca superiore lasca se non a pieno carico

State valutando l’acquisto di un nuovo “compagno di avventura” che sia ben rifinito e funzionale ma non volete spendere un capitale? Forse questa recensione ha la risposta che cercate. Ecco la prova sul campo del Ferrino Rutor 30, uno zaino “fast & light” per lo scialpinismo. Leggero e versatile ha tutte le carte in regola per chi è alla ricerca di uno zaino completo a un prezzo ragionevole.

Rutor in azione
Il Ferrino Rutor in azione

Caratteristiche tecniche del Ferrino Rutor 30

  • Capienza: 25 L + 5 L (sulla tasca superiore)
  • Tessuti in Diamond HD 210®
  • Carico verticale
  • Tasca superiore estensibile e amovibile
  • 2 porta piccozze, 2 portasci (frontale e laterale), daisy chain porta materiali
  • 2 tasche interne separabili
  • 1 tasca superiore completa di gancio portachiavi
  • Predisposizione sistema di idratazione
  • Fascia ventrale con tasca accessori + porta materiali
  • Fischietto integrato nello spallaccio
  • Nastri frontali addizionali amovibili per trasporto ciaspole o snowboard
  • Nastri di compressione laterali
  • Sistema portacasco (retina non inclusa)
  • Peso: 780 g (650 g senza tasca superiore)
  • Link al produttore
recensione zaino Ferrino Rutor
Dettaglio delle modalità di fissaggio del casco

Modalità di test

Ho utilizzato lo zaino durante le gite di scialpinismo sulle montagne di casa: le Dolomiti di Brenta, il Lagorai e qualche uscita in territorio Sudtirolese. Le gite si sono svolte con dislivelli compresi tra i 700 e i 1400 metri e la quota indicativamente tra i 1500 e i 3000 metri. Il meteo è stato vario, passando dalla giornata soleggiata alla nevicata copiosa.

ferrino rutor 30 scialpinismo
Il Ferrino Rutor durante le risalite

La prova sul campo del Ferrino Rutor 30

Versatilità

Ferrino Rutor è riuscito in maniera intelligente a coniugare il meglio di entrambe le categorie; è allo stesso tempo leggero ed estremamente versatile. Questo grazie a numerosi scomparti, alla tasca superiore facilmente separabile e ai sistemi di trasporto del carico; in particolare dell’attrezzatura invernale come sci, ciaspole o ramponi (per i quali lo zaino prevede persino una tasca dedicata).

le fibbie dello zaino
Dettaglio delle fibbie di separazione della tasca superiore

Fondamentalmente lo potremmo definire uno zaino due in uno; si tratta di un Rutor 25 a cui sono stati aggiunti, in maniera ingegnosa (ma perfezionabile), 5 litri. Infatti la tasca superiore, una volta tolta, rivela uno zaino dalla forma squadrata con un’apertura a zip e carico dall’alto. Tuttavia se l’uscita in programma richiede maggior attrezzatura e vestiario, la tasca superiore e le cinghie regolabili consentono di portare il volume complessivo a 30 litri, forse qualcosina di più addirittura paragonandolo a modelli analoghi.

Il modello è disponibile in due colori: il classico grigio Ferrino o un bel giallo vivo a contrasto con cuciture e portamateriali rossi; sicuramente la scelta per chi vuole essere ben riconoscibile sul manto bianco.

Lo zaino è dotato inoltre del riflettore Recco integrato.

Zaino con piastrina Recco
Il sistema “Recco” dello zaino

Chiusura

La chiusura del Ferrino Rutor avviene in due modi, a seconda che si stia utilizzando la tasca superiore o si sia optato per il “volume inferiore”.

Nel primo caso abbiamo una fettuccia con un gancio in metallo che viene inserita in un asola del cappuccio, mentre nel secondo caso viene utilizzata una zip bidirezionale davvero molto scorrevole.

Lateralmente sono presenti due cinghie compressive dotate di clip che permettono di compattare ulteriormente la parte alta dello zaino, fungendo al contempo quale fermo qualora si optasse per il trasporto degli sci “a capannina”.

fibbie laterali sci
Le fibbie laterali per il fissaggio degli sci

Schienale

Nello studio dello schienale del Rutor l’Azienda ha lavorato molto sulla ricerca della leggerezza, dell’ergonomia e della traspirabilità.

Il materiale utilizzato presenta una struttura a nido d’ape che si adatta perfettamente alla corporatura, mentre gli spallacci – pur di spessore e superficie ridotti – consentono un’ottima libertà di movimento senza pregiudicare la stabilità in discesa.

Insomma, sembra uno zaino meno ingombrante di quanto non sia. Lo schienale è realizzato in tessuto mesh “Interlock” dalla maglia molto fine che consente una buona traspirazione.

schinale rutor 30
Dettaglio dello schienale traspirante

Anche la fascia a vita ha la stessa struttura ed è munita di un anello porta-materiale e di una tasca con chiusura a zip. Purtroppo quest’ultima però risulta troppo piccola per contenere uno smartphone di ultima generazione sebbene vi si possano riporre guanti leggeri, buff e crema solare e altri piccoli oggetti.

Regolazioni

La regolazione ottimale nel complesso è facile da trovare grazie all’assenza di strutture rigide e all’ottimo schienale. Durante le varie gite di questo inverno mi ha colpito come gli spallacci consentano un’ottima libertà di movimento senza però dare quella fastidiosa sensazione di “taglio” sulla pelle, tipica dei tessuti poco imbottiti.

Una piccola pecca: mancano le cinghie di stabilizzazione e quindi si rende necessario caricare in maniera oculata lo zaino; lo schienale deve aderire perfettamente alla schiena per evitare fastidiose perdite di equilibrio.

gli spallacci dello zaino Ferrino
Gli spallacci ergonomici del Rutor

Tasche

Tasca porta-corda

Quando ho iniziato a testare il Ferrino Rutor è stata la prima cosa che ho notato: quella piccola tasca inferiore con apertura laterale dedicata allo stivaggio della corda (che ha un’uscita dedicata con occhiello sul lato opposto chiuso da una piccola zip) o dei ramponi/rampant.

tasca portacorda
Dettaglio della tasca portacorda

A chi non è capitato durante gli ultimi metri di ascesa sci ai piedi, di dover calzare i ramponi o i rampant per poter avanzare su uno strato di neve ghiacciata dal vento? E allora giù lo zaino dalle spalle, si apre, si cerca in mezzo alla giacca, alla thermos e puntualmente li troviamo sul fondo.

Durante le uscite di scialpinismo ho davvero apprezzato questa caratteristica che consente di avere sempre a portata di mano questa attrezzatura, mantenendo comunque la possibilità di aprire la zip che separa questo scompartimento dalla tasca principale per poter creare uno spazio di stivaggio unico.

tasca porta ramponi
Dettaglio della tasca inferiore porta-ramponi
tasca interna
Dettaglio della tasca interna passante munita di zip

Tasca superiore

Nella tasca superiore è presente uno scompartimento, chiuso con il velcro e dotato del foro passante verso l’esterno, nel quale è possibile riporre il camelbak e agganciarlo all’apposita clip.

tasca idratazione
Dettaglio della tasca dedicata al sistema di idratazione

Scompartimento per kit di autosoccorso in valanga

Ovviamente, essendo uno zaino dedicato principalmente all’attività scialpinistica, il Ferrino Rutor è dotato di uno scompartimento dedicato all’attrezzatura di emergenza come pala e sonda situata frontalmente.

scompartimento kit
Dettaglio della tasca per l’attrezzatura di emergenza in azione

La tasca è facilmente raggiungibile anche se, durante le simulazioni di ricerca travolti ho notato come l’apertura sia limitata dalle cinghie di compressione, rendendo quindi necessario sganciarle per poter accedere al contenuto in maniera immediata.

Inoltre non ho particolarmente apprezzato le modalità di fissaggio del manico della pala e della sonda che avvengono tramite due lembi di velcro. In un contesto di emergenza e con i guanti togliere l’attrezzatura può far perdere secondi preziosi.

Attenzione inoltre alla lunghezza della vostra sonda una volta ripiegata, la mia (Mammut Probe 240) una volta riposta occupa l’intera altezza dello zaino, andando così a rendere un po’ difficoltosa la chiusura della zip.

dettaglio tasca rutor 30
Dettaglio della tasca per l’attrezzatura di emergenza

Altre tasche

Completano il corredo la tasca sulla cintura lombare, le due taschine a rete presenti sugli spallacci e la tasca superiore posta subito dietro alla maniglia superiore e munita di gancio portachiavi, molto utile per riporre il cellulare e altri piccoli oggetti e, con un po’ di contorsionismo, raggiungibile anche con lo zaino in spalla. 

ferrino rutor 30 scialpinismo
Dettaglio del Rutor durante la discesa

Una piccola osservazione sulla tasca superiore separabile: pur essendo dotata di una zip sul lato superiore, una volta agganciata allo zaino – specie se questo non è a pieno carico – non aderisce perfettamente, tendendo sempre a cascare da uno dei due lati. Può comunque essere utilizzata per portare il casco inserendolo tra la tasca stessa e il corpo zaino come nella foto.

casco rutor 30
Modalità innovative per il trasporto del casco

Accessori per corda, piccozze e portasci

La corda, oltre alla soluzione della tasca inferiore di cui si parlava sopra, può trovare posto anche a cavallo del top e può essere bloccata oltre che dalla fettuccia centrale anche dai due lacci porta sci laterali.

dettaglio porta corda
Dettaglio della fibbia porta-corda

Tecnicamente lo zaino dispone di due porta-picche inserendo le punte nelle asole apposite di cui una funge, mediante regolazione, anche come passante inferiore per il fissaggio trasversale dello sci. Questi ultimi possono essere fissati anche a “capannina” sui lati dello zaino grazie alle apposite fettucce previste.

porta picche
Il fissaggio per la piccozza

A proposito di fettucce, qualora foste degli appassionati ciaspolatori Ferrino ha pensato anche a voi, fornendo delle fettucce dalla lunghezza maggiorata che consentono di fissare le ciaspole sul dorso dello zaino in maniera sicura ed intuitiva.

porta sci
Modalità di fissaggio diagonale degli sci – fettuccia inferiore

Completano il quadro una Daisy Chain che corre sul dorso dello zaino, un anello portamateriale sul fascione lombare e 4 asole per il fissaggio del casco tramite l’apposita rete che, però, viene venduta separatamente (peccato).

porta sci
Modalità di fissaggio diagonale degli sci – fettuccia superiore

Capienza e carico del Ferrino Rutor 30

La possibilità di variare il volume di carico passando dai 25 ai 30 litri fa del Rutor uno zaino versatile che, a seconda delle occasioni, può passare dalla gita veloce al tour di più giorni (pur senza esagerare con l’attrezzatura).

Durante alcune uscite a pieno carico ho potuto notare come la mancanza di uno schienale “strutturato” (come invece avviene in altri zaini che utilizzo quali i modelli Ascent di Ortovox o Descent di Lowe Alpine) compromette in maniera sensibile il comfort, creando degli spazi vuoti nella zona degli spallacci. Anomalia che si sarebbe potuta probabilmente risolvere con delle cinghie di stabilizzazione del carico.

tasca interna rutor 30
Dettaglio della tasca superiore separabile

Impermeabilità

Uno dei punti che mi ha stupito durante le uscite: pensavo che la struttura leggera mostrasse alcuni limiti e pertanto avevo sempre con me un rain cover.

Invece in una giornata di inizio stagione, sotto una copiosa nevicata, al momento di tirare fuori il piumino mi sono sorpreso di trovare l’interno completamente asciutto. Ok certo, non mettetelo sotto il diluvio torrenziale o sotto la neve umida, mostrerà sicuramente dei limiti.

Stai cercando altri prodotti e attrezzatura per lo scialpinismo?

Consigliato per

Il Ferrino Rutor 30 (o meglio 25+5) è lo zaino da scialpinismo che si distingue in questo vasto panorama grazie alla sua leggerezza, quasi a livelli racing, senza per forza dover rinunciare ad alcuni accorgimenti che lo rendono versatile.

Durante le varie uscite che ho affrontato sci ai piedi ne ho apprezzato la capacità di stivaggio e la modularità anche se inizialmente non è stato immediato trovare, specie a pieno carico, un corretto bilanciamento dei pesi.

Risulta molto comodo nella versione “ridotta” a 25 litri grazie all’accesso immediato ai vari scompartimenti (anche se forse un accesso laterale o dallo schienale avrebbe consentito maggiore fruibilità).

Il suo ambiente naturale sono le gite dove il dislivello inizia ad essere importante, in modo da poter risparmiare peso per avere più gamba e godersi appieno la discesa.

Vedremo col tempo se la struttura leggera comprometterà le cuciture e le plastiche utilizzate nei vari ganci e passanti, forse l’unico vero dubbio che mi rimane alla fine di questo test.

Insomma uno zaino completo, a tratti innovativo e a un prezzo ragionevole.

test zaino da scialpinismo
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4 risposte

  1. Ottimo prodotto, soltanto avrei desiderato la cerniera dello scomparto esterno leggermente più ampia.
    Per il resto e leggero, resistente, e pratico.

  2. (4)

    Ho il 25 litri da oltre un anno. Ottimo zaino per scialpinismo soprattutto per leggerezza e praticità ed economicità. Punto debole : materiale poco resistente soprattutto dove entra in contatto con le lamine degli sci una volta fissati sopra. Lo consiglierei.

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