Recensione Black Diamond Method S

test scarpetta Black Diamond Method S
Voto Totale
3.3
  • Qualità costruttiva
    (4)
  • Sensibilità
    (4)
  • Precisione
    (3)
  • Punta-Tallone
    (2)
  • Facilità di calzata
    (3.5)
Voto Utenti 0 (0 recensioni)

In sintesi

Scarpa da arrampicata moderatamente asimmetrica sia per indoor che per blocchi e falesia ma con denominatore comune l’alta difficoltà, comoda e sensibile.

Pro

  • Sensibilità
  • Facilità di aggancio di punta
  • Leggerezza

Contro

  • Punta non molto precisa
  • Chiusura a velcro poco efficace per il tallone

La Black Diamond Method S, che va ad affiancare la sorella Method, è una scarpa progettata e realizzata espressamente per l’arrampicata strapiombante, e che promette grande sensibilità e facilità di aggancio sia di punta che di tallone grazie alle caratteristiche adesive delle gomme impiegate.

black diamond method s in test

Caratteristiche tecniche della Black Diamond Method S

  • Suola: Black Label Fuse
  • Tallone modellato 3D
  • Linguetta realizzata con tecnica “engineered knit” 
  • Intersuola minimalista morbida
  • Costruzione spit sole ed interamente realizzata con stampaggio ad iniezione delle gomme
  • Peso:460 grammi al paio (taglia 41.5, verificato)
  • Paese di produzione: Cina
  • Link al produttore
scarpette bd

Forma

Le Black Diamond Method S sono scarpette moderatamente asimmetriche, 1 in una scala da 0 a 2; questo significa che sono scarpe che assecondano abbastanza bene la forma di qualsiasi piede, anche del mio che è di tipo “greco”, tra i più difficili da “vestire”.

Possiedono un camber moderato, direi 1 nella scala tra 0 e 2, e quindi la forma della punta della scarpetta è abbastanza arcuata.

black diamond method s

Struttura esterna

La costruzione della scarpetta è di tipo split sole, ovvero la suola è limitata a metà scarpetta.

La struttura di tensionamento, di tipo slingshot ovvero a singolo fascione, è realizzata in un sol pezzo di gomma molto morbida e reattiva, di colore vistoso bianco e grigio. La tecnica di stampo è ad iniezione; ciò ha permesso di dare spessori differenti a parti differenti della struttura stessa.

scarpetta dettaglio laterale

Con la stessa tecnica produttiva è stato realizzato il tallone in modalità 3D. La chiusura è ad un solo velcro, ben dimensionato. La parte superiore interna della punta è ricoperta da una fascia gommata asimmetrica e realizzata con texture a rilievo. La parte esterna è realizzata con un altro tipo di gomma, molto più sottile e deformabile, sempre con una leggera texture a rilievo, e che permette al piede di adattarsi al meglio nella scarpa stessa.

black diamond method s

Interno scarpetta

La fodera della scarpetta è realizzata in microfibra. Due colorate e robuste asole, intelligentemente cucite su due contro asole che fanno parte della fodera interna della scarpetta, facilitano la calzata. 

La linguetta è realizzata con tecnologia “engineered knit”. Il risultato è un tessuto di grande morbidezza, elastico e ben aderente al dorso del piede. Sulla linguetta è presente una generosa asola da utilizzare per meglio calzare la scarpetta.

dettaglio scarpetta parte superiore

Il volume interno della Black Diamond Method S è pensato per piedi a pianta normale e/o stretta. Esiste anche la versione “woman” con volumi interni più piccoli.

Suola e intersuola

La gomma della suola della Black Diamond Method S, la Black Label Fuse, molto morbida ed appiccicosa al tatto, è realizzata da Black Diamond stessa. Non è dichiarato lo spessore, ma credo si tratti di 4 millimetri. L’intersuola è minimale, molto morbida.

suola black label fuse
Dettaglio suola

Costruzione delle Black Diamond Method S

La costruzione delle Black Diamond Method S è di buon livello e raffinata. Il risultato complessivo, se non altro esteticamente, non può lasciare indifferenti.

Il peso è di 460 grammi al paio per la taglia 41.5; dunque una scarpa molto leggera. La Scarpa Instinct VS pesa, nella stessa taglia, 470 grammi, la Tenaya Mastia 490 grammi. Nel complesso, vista la tipologia di costruzione e dei materiali utilizzati, la Method S  risulta molto morbida, ma nel contempo con una sua struttura vera e propria e non “destrutturata”.

Modalità di test

Ho provato le Black Diamond Method S per tutto il mese di aprile arrampicando circa 4 volte la settimana, sia indoor che outdoor. Su roccia le scarpe sono state provate in falesia su tiri fino al 7c tra Liguria, Valle d’Aosta e Piemonte, su calcare, gneiss e conglomerato, e su blocchi sino al 7a.

test arrampicata falesia
La Method S sugli strapiombi del “Museo dell’Uomo”, Finale Ligure

La prova sul campo delle Black Diamond Method S

Sensibilità e aderenza

Una volta ai piedi, ho trovato la Method S molto comoda e ciò mi ha trasmesso subito confidenza e feeling nel suo utilizzo. L’ottima elasticità della gomma della struttura di tensionamento permette alla scarpa di deformarsi in maniera corretta attorno al piede, mantenendo però la sua caratteristica forma in tensione.

La morbidezza costruttiva fa risultare la Method S una scarpetta sensibile, votata agli spalmi, alla percezione delle piccole rugosità della pietra e ad assecondare le forme dei volumi 3D della plastica indoor. 

A livello di suola non ho rimpianto le gomme più famose in commercio, come le Vibram X-Grip2. La Black Label Fuse mi ha dato subito confidenza, e l’ho trovata ottima, anche se su questa tipologia di scarpetta avrei preferito uno spessore di gomma inferiore.

scarpette bd test indoor
 In azione sui volumi della sala boulder B-Side a Torino, dove la Black Label Fuse si è comportata molto bene

Punta e precisione

La punta della scarpetta è piuttosto rotonda: questo le dona  un comportamento ambivalente. Sulla plastica risulta molto efficace per il fatto che la rotondità ben si coniuga con la simmetria ed il rilievo degli appoggi, sulla roccia invece la rotondità si tramuta in una non molto elevata precisione. Su placche tecniche verticali a buchetti dunque si fa più fatica. E, sempre parlando di verticale, la mancanza di un po’ di struttura si sente e la si paga con un maggiore impegno muscolare delle dita dei piedi.

punta scarpetta bd
In azione sulle piccole gocce di Boragni, Finale Ligure

L’ampia ed ottima gommatura della parte superiore della punta mi ha permesso di destreggiarmi molto bene negli agganci di punta, sia indoor che sui massi.

scarpette in test su boulder
Sui blocchi del “Cubo” ad Arnad, Valle d’Aosta

Appena si passa oltre la verticale la Black Diamond Method S è più a suo agio e rivela il suo animo “da gara”.  La generosa gommatura presente su gran parte della struttura e la sua leggerezza permettono ottimi agganci e grande libertà di movimento  in qualsiasi situazione; arpionare gli appoggi per i piedi in strapiombo risulta facile.

black diamond method s  test falesia strapiombo
Sugli strapiombi del “Museo dell’Uomo”, Finale Ligure

Tallone

Ho trovato il tallone sensibile e utilizzabile in svariate situazioni, grazie alla sua forma regolare ed alle ottime qualità adesive della gomma con cui è realizzato.

black diamond method s test boulder
In tallonata sui blocchi del Cubo, Arnad, Valle d’Aosta

Purtroppo il posizionamento della chiusura a velcro, piuttosto avanzato verso la punta della scarpetta, e quindi lontano dal collo del piede, ha provocato durante la mia prova sui massi qualche “stallonata”, ovvero il tallone è uscito dalla scarpetta.

Confrontando altre scarpette di classe simile alla Method S, ci si accorge che il posizionamento del velcro della Method S è molto più sbilanciato verso la punta; questo di fatto permette al collo del piede ed alla caviglia di potersi muovere maggiormente all’interno della scarpetta stessa.

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Calzata delle Black Diamond Method S

Parlo subito di sizing: Black Diamond consiglia lo stesso numero delle scarpe da passeggio. Io ho preferito provare una Method S di mezzo numero più piccola del mio piede: quindi ho preso un 41 ½ a fronte del mio 42 di scarpe da passeggio. Le scarpette sono risultate strette e per calzarle ho fatto un po’ fatica.

calzata scarpette

Tuttavia la comodità di queste Method S mi ha permesso di sopportare agevolmente il mezzo numero in meno. Quindi il mio suggerimento è: stesso numero per chi vuole una scarpa pronta, mezzo/un  numero in meno per gli affezionati alla sofferenza (ma in questo caso neppure troppa) ed alla performance. Dopo un mese di utilizzo le scarpe si sono deformate poco.

La calzata è abbastanza semplice, coadiuvata dalle generose asole sul tallone e dall’asola presente sulla linguetta; tuttavia i volumi interni sono pensati per una pianta del piede normale, quindi un po’ più di fatica sarà necessaria per coloro che hanno pianta larga.

Il velcro e lo strap, ben dimensionati, permettono una solida chiusura.

Consigliate per

Le Black Diamond Method S sono consigliate soprattutto ad arrampicatori esperti che vogliono una scarpa leggera, agile, da utilizzare fuori in falesia e sui blocchi, ma soprattutto indoor. Contesti in cui è possibile sfruttare al meglio le ottime doti di sensibilità, aderenza e deformabilità della scarpetta. 

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