I copriguanti impermeabili sono un accessorio dello skyrunner molto spesso sottovalutato, ma se le maggiori gare di endurance trail li mettono tra il materiale obbligatorio un motivo ci sarà.

Questo motivo chiunque abbia provato a trovarsi nelle stagioni più fredde, o di notte in quota, a dover affrontare una pioggia appena più insistente del solito, lo conosce bene.

Basta poco per passare da avere le mani in un caldo tiepido al gelo più intenso. A differenza del resto del corpo che accelerando un po’ il passo riesce a scaldarsi, con le mani non è lo stesso. Tocca soffrire il gelo e spesso questo vuol dire compromettere la gara o comunque portare a situazioni di disagio se non quasi di sofferenza.

Questo accessorio, pur comportando un peso irrisorio, può rivelarsi veramente indispensabile. La soluzione a volte adottata dai runner sono i guantoni in plastica da bucato, vediamo se esiste una soluzione un po’ meno rudimentale.

I Lavaredo Rain Mitt in dettaglio

recensione copriguanti impermeabili Karpos

Le moffole Karpos sono pensate per affrontare le gare lunghe e impegnative di ultra trail dove il tempo può cambiare rapidamente e la temperatura può scendere velocemente.

La fattura è sicuramente di prima qualità, cuciture termosaldate, laccetto di chiusura comodo e efficace; un appunto all’elastico al polso un po’ troppo stretto per una comodo “metti/togli” se già si stanno indossando guanti. 

Leggerezza e tascabilità non sono un problema, sono peso piuma e si arrotolano comodamente in modo da riporli praticamente ovunque si abbia a disposizione un taschino.

recensione copriguanti impermeabili Karpos

Arrivando al punto importante provo la resistenza all’acqua che “a secco” pare ottima, ma so bene che questo non è un parametro sufficiente per giudicare il prodotto.

test dei lacci con i copriguanti

Test importante “l’impaccio” che provocano usandoli, questo è il punto debole di molte moffole, una volta indossate diventa quasi impossibile svolgere le più semplici operazioni di “aggiustamento” del materiale. Qui i copriguanti impermeabili Karpos si comportano benissimo, la forma piuttosto avvolgente e i materiali offrono un ottimo grip, tanto da permettere addirittura di allacciarsi le stringhe in un tempo accettabile.

recensione copriguanti impermeabili Karpos Mitt Rain

Arrivando però al punto cruciale devo dire che anche questo modello soffre degli stessi problemi di altre marche. Dopo due ore circa di corsa sotto la pioggia battente – sia per via dei bastoncini impugnati, sia muovendo le mani a ritmo corsa (e quindi frizionando continuamente il materiale con “pozzette” di acqua nelle pieghe) – l’umidità riesce a penetrare. Questo porta dopo un’ora circa ad avere i sotto-guanti molto umidi e, in definitiva, gelidi.

Conclusioni

correndo con i copriguanti Karpos

I copriguanti impermeabili Karpos Rain Mitt sono delle ottime moffole con dettagli e fattura decisamente ben curati. Li consiglierei sicuramente nelle giornate ventose per dare un boost ai propri guanti e sicuramente faranno parte del mio equipaggiamento invernale standard, visto il peso irrisorio.

Tuttavia non le ritengo una soluzione definitiva al problema che si prefiggono di risolvere, in caso di condizioni dure, soprattutto se queste si prolungano per più e più ore, non dico che diventino completamente inutili, ma si potrebbero avere sorprese impreviste quando ormai il danno è fatto.

Fatto sta che le uniche soluzioni alternative coinvolgono l’utilizzo di materiali molto più costosi, ingombranti e pesanti, quindi le ritengo una ottima soluzione, pur valutando bene i loro limiti in base alle condizioni esterne.

Dimenticavo: esteticamente direi che sono tra i più belli che ho provato.

Prezzo: € 44,90.

 

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