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Recensione GRIVEL STEALTH

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Voto Totale
4.8
  • Peso e ingombro
    (5)
  • Sicurezza
    (4)
  • Comodità
    (5)
  • Versatilità
    (5)
  • Qualità dei materiali
    (5)
Voto Utenti 0 (0 recensioni)

Un casco "marziano"

Design originale, colore smagliante e peso minimo. Un casco per falesia ma anche per vie lunghe, dove avere la testa “leggera” è importante. Molto aerato e quindi ideale per i climi caldi.

Pro

  • Leggerezza
  • Aerazione
  • Ottima costruzione e materiali
  • Ottimo Design

Contro

  • Nessuno in particolare

Ricevuto come regalo da un amico, mi sono trovato nella felice condizione di usare per un po’ di tempo – e adesso finalmente di recensire – questo bel casco Grivel Stealth, pensato per l’arrampicata su roccia, l’arrampicata su ghiaccio, e più in generale per l’alpinismo.

Testato soprattutto facendo dell’arrampicata su roccia, lo Stealth mi ha lasciato davvero entusiasta soprattutto perché è fresco e leggero pur trasmettendo allo stesso tempo la corretta sensazione di robustezza. I materiali usati sono di ottima qualità.

Il casco Grivel Stealth in dettaglio

Il tipo di costruzione è definita da Grivel “Soft Shell”: il casco è cioè composto da uno strato esterno di plastica dura (policarbonato) molto sottile, ed uno interno di polistirolo EPS.

La superficie che rimane a contatto con la pelle è quest’ultima e devo dire che la sensazione è che riesce a rimanere relativamente fresca anche nelle calde pareti sud che mi ostino a frequentare nella stagione sbagliata.

recensione casco Grivel Stealth
Il casco in ambiente

Questa sensazione percepita di relativa freschezza è senza dubbio dovuta ai numerosi “ritagli” fatti nella superficie del casco che aumentano di molto la leggerezza e l’aerazione.

Inoltre permettono di far traspirare un po’ più del solito quando si indossa un casco il cuoio capelluto, cosa che personalmente apprezzo molto.

In effetti questo non succedeva altrettanto bene con il mio vecchio casco (un Mammuth – El Cap, di non ricordo quale anno), costruito con tecnica “Hard Shell”.

Grivel Stealth
I ritagli posteriori che permettono l’areazione
Giuntura tra i due strati della copertura

La differenza rispetto ad altri caschi, oltre alla ovvia leggerezza suggerita anche dal nome “Stealth”, mi sembra risieda nel modo in cui i due materiali (esterno ed interno) sono uniti l’uno all’altro e quindi nella costruzione stessa.

Nel Grivel Stealth le due parti non sono semplicemente attaccate una sotto l’altra rimanendo “distinte”, ma sono molto più integrate quasi come se fossero fuse insieme e poi ritagliate, fino a diventare una cosa sola.

Il risultato è un tutto più omogeneo, in cui il policarbonato ricopre pari pari tutto il polistirolo EPS, che a sua volta è molto più avvolgente fin nelle parti “basse” del casco: fronte, nuca, sopra le orecchie.

Negli altri caschi che ho provato il polistirolo era tutto concentrato nella parte alta e centrale del casco, per proteggere da sassi in caduta, ma spariva fino a non esserci nelle parti basse, in cui era presente solo la plastica di “copertura”.

recensione casco Grivel Stealth
Interno del casco

Il risultato di tutto questo è che il Grivel Stealth è un casco molto più leggero, e un po’ meno rigido in cui i ritagli di areazione sono decisamente più osé, sia per dimensione che per numero.

Il tutto pesa esattamente 198g: anche qui, per fare una comparazione, il mio precedente casco pesava 335g.

Anche i laccetti per allacciare il casco, una volta regolati sotto il mento, fissano il casco alla testa in modo stabile senza risultare fastidiosi. Sono presenti anche i soliti gancetti per fissare al meglio la pila frontale.

Parlo un attimo del design perché il casco esteticamente non è niente male: sembra uscito dal film Tron degli anni ‘80 (per chi se lo ricorda) per via del fatto che la superficie esterna invece di essere arrotondata è tutta leggermente sfaccettata.

È disponibile nel colore giallo fiammante che permette a chi lo indossa di essere visto da lontano dal socio/a di cordata anche in caso di nebbia e brutto tempo – lo dico per chi non frequenta come me solo pareti sud d’estate – oppure in grigio.

Conclusioni

In conclusione: questo tipo di costruzione è ottima certamente per l’uso in giornate calde di arrampicata dove serve essere il più possibili leggeri e dove si prevede che non “pioveranno pietre”.

Mentre per un’uscita alpinistica invernale dove fa freddo o dove si prevede di affrontare roccia friabile con forte pericolo di caduta pietre forse per qualcuno può essere preferibile una costruzione più classica Hard Shell.

Lo reputo comunque un bel casco, che essendo costruito per fare arrampicata su roccia/ghiaccio e per fare alpinismo può dare il meglio di sé anche in alta montagna, pesando poco ed essendo di fatto di buoni materiali.

Prezzo: € 75 circa su SestoGrado.it

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