Il casco Black Diamond Vapor è un casco che subito ti stupisce per un motivo: è pieno di prese d’aria, sembra quasi un casco da ciclismo. Poi quando lo prendi in mano capisci anche che è super leggero.

Quando lo metti in testa lo trovi anche super comodo e non lo molli più. In più è molto sicuro e ve lo posso dimostrare in questa recensione.

Casco Vapor

Ma partiamo dall’inizio: la Black Diamond con il Vapor ha voluto fare un casco con un volume ridotto, in modo che il climber fosse protetto, ma allo stesso tempo non avesse in testa un affare gigante, che oltre a dare fastidio quando si arrampica fosse anche brutto.

Sfido chiunque a non aver pensato “che brutta questa mia foto con il casco! ho una testa enorme”; voglia o no anche l’estetica conta. In ogni caso Black Diamond ha fatto come al solito le cose per bene, portando nel mondo dell’alpinismo le  innovazioni dei caschi già viste sulle due ruote: il casco è composto da un guscio di EPS (polistirene espanso) rinforzato con fibre di carbonio e una maglia di kevlar. La ratio di questa costruzione è avere il polisterene che assorbe l’urto, ma per rinforzarlo e tenerlo unito durante l’urto viene aggiunta la fibra di carbonio e il kevlar.

Con questo tipo di costruzione i progettisti di Black Diamond sono riusciti a ridurre il volume, mantenendo le prestazioni di sicurezza del casco.

Casco Vapor

Il materiale EPS rinforzato e poi protetto da una copertura sottile in policarbonato; in effetti per tenere basso il peso del casco, questa copertura è molto sottile, per cui già dopo poco uscite in montagna è rovinata.

Questa copertura per me è necessaria in un casco e onestamente non mi piacciono i caschi senza; questo strato in policarbonato rende il casco più “scivoloso”: così il casco tende a impuntare di meno in caso di caduta e inoltre questo strato distribuisce su un’area maggiore l’energia d’urto di un eventuale sasso.

Il sistema di ritenuta del casco è costituito da una fibbia regolabile, comoda e protetta da una piccola spugna. La regolazione sulla testa è possibile tramite due cricchetti laterali sulla nuca; non abbiamo il sistema a rotella di altri caschi, ma comunque il sistema disponibile è molto efficace: una volta regolato non si allenta e si può regolarlo anche con i guanti. Nota per chi ha i capelli lunghi e fa la coda quando mette il casco, si riesce a far uscire la coda tra il guscio e il sistema di regolazione senza problemi.

Casco Vapor

Casco Vapor

Quindi con questo design minimale Black Diamond ha ridotto il peso totale del casco nella taglia L a 210 g. Non così leggero come il Sirocco di Petzl – 170 g – che però ha una parte del polistirene non protetta. Se pensiamo che un berretto in lana pesa circa 70-80 g ci rendiamo conto che alla fine non usare il casco in falesia è solo una questione di gusti, non sicuramente di peso o scomodità.

Casco Vapor

Sul campo in effetti non ti accorgi di indossarlo e tendi anche ad urtarlo meno contro le rocce in passaggi angusti. Quando scali in placca o quando ti devi schiacciare alla parete questo casco non ingombra per niente.

Casco Vapor

Le clip per la frontale sono invece la parte meno riuscita del casco, sono troppo sottili e un po’ deboli. Nel sito Black Diamond è scritto che possono anche essere rimosse quando non servono…non fatelo perché non riuscirete più a rimontarle (se non con dell’attack).

Queste clip sono infatti inserite per interferenza direttamente nel polistirolo, ma su questo materiale non riesci a fare una tenuta di questo tipo affidabile nel tempo, il materiale dopo un po’ si rilassa e la clip comincia a ballare.

Casco Vapor

Nel complesso un ottimo casco. Perché è leggero, è esteticamente molto bello ed è offerto in molti colori. Ed è sicuramente sicuro.

Nel 2019 ho avuto un brutto incidente in montagna: sono venuto giù da una via di misto da circa 10 metri, cadendo al suolo sulla neve. Ho preso una gran botta sulla schiena, sbottonando tutte le protezioni tra me e il suolo. Qualche ora dopo al pronto soccorso, quando mi hanno chiesto se avevo battuto la testa o se avevo male al collo, ho sempre risposto negativamente. Anche le radiografie hanno dimostrato che non c’erano danni alla testa.

Alla sera, quando siamo rientrati a casa, abbiamo preso in mano tutta la mia attrezzatura e solo in quel momento ci siamo accorti che il mio casco era in pezzi. Il mio casco aveva fatto esattamente quello per cui è stato progettato: ha assorbito tutta l’energia dell’urto, rompendosi, ma niente di questa energia distruttiva è arrivata alla mia testa.

Casco Vapor

(per la cronaca – fortuna incredibile – non mi sono rotto nulla in quell’incidente)
Due mesi dopo ho ricomprato lo stesso casco.

Costo: 150 €

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