Recensione BCA Tracker 4

recensione artva BCA Tracker 4

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Voto Totale
4.1
  • Facilità d'impiego
    (4)
  • Sistema di aggancio al corpo
    (3.5)
  • Peso e dimensioni
    (4.5)
  • Materiali e software
    (4.5)
Voto Utenti 0 (0 recensioni)

In sintesi

L’interpretazione in puro stile americano dell’apparecchio di autosoccorso per la ricerca dei sepolti in valanga. Insegue le concorrenti europee più diffuse grazie al software che consente un’ottima precisione nella ricerca del primo segnale e nella segnalazione numerica della distanza del travolto. Piccoli “peccati veniali” riscontrati sono lo switch non proprio intuitivo tra alcune funzioni non essenziali e la mancanza di feedback aptico nella pressione dell’unico tasto fisico. Molto comodo l’indosso mentre è migliorabile la maneggevolezza dell’apparecchio nell’estrazione dalla custodia.

Pro

  • Sistema di aggancio al corpo comodo
  • Ricerca segnale continuativa e veloce, senza effetto pausa
  • Ricerca multipla con funzione “big picture”
  • Soppressione segnale da escludere
  • Software aggiornabile in autonomia

Contro

  • Alcune finiture migliorabili
  • Display non testuale, solo con indicazioni sintetiche
  • Alcuni passaggi di funzione da ricordare a memoria
  • Estrazione e inserimento nella custodia non immediate

Premessa

La montagna in inverno regala delle emozioni incredibili: quel manto bianco che copre ogni cosa è come una tela che vuole essere dipinta da uno sciatore. Tuttavia, tralasciando gli aspetti poetici, occorre sempre più essere consapevoli dei rischi che si corrono nell’affrontare un pendio innevato, indipendentemente che vogliate farlo con gli sci o  le ciaspole ai piedi.

L’azienda americana BCA, Backcountry Access, è nata proprio con l’obiettivo di sviluppare attrezzatura di autosoccorso affidabile e intuitiva. Non bisogna però dimenticare che l’efficacia di un buon autosoccorso non dipende solo dalla performance dei prodotti, ma soprattutto dalla preparazione degli utenti finali: da qui il motto “Simplicity is fast, practice is faster”. In questa recensione andiamo ad analizzare l’ultimo dispositivo artva nato in casa BCA, il Tracker 4. Dispositivo dallo spirito marcatamente USA, molta sostanza anche se qualitativamente i materiali utilizzati non sono ancora al livello di alcuni competitor europei. 

Prima di iniziare però un consiglio: prendetevi del tempo per vedere i video tutorial sull’utilizzo degli strumenti e sulle tecniche di ricerca in valanga sul sito stesso di BCA, ne trarrete sicuramente degli ottimi spunti per mettere in pratica al meglio le vostre competenze.

Caratteristiche tecniche del BCA Tracker 4

  • Dimensioni: 12 x 7,2 x 2,7 cm
  • Peso (con batterie): 215 g
  • Batterie: 3 AAA
  • Numero antenne: 3
  • Portata massima: 55 m
  • Commutazione automatica: SI (presenza accelerometro interno)
  • Controllo di gruppo: SI (tramite funzione BP “Big Picture”)
  • Software aggiornabile in autonomia
  • Link al produttore
test scialpinismo artva BCA

Modalità di test

Ho utilizzato il BCA Tracker 4 durante la vacanza di scialpinismo in Norvegia alle Isole Lofoten, nel marzo di quest’anno, e in alcune uscite di scialpinismo primaverile in Sudtirolo. Durante il periodo di test ho effettuato diversi campi Artva con prove di ricerca, disseppellimento e analisi della stratigrafia del manto nevoso. La stesura di questo articolo si basa sulle mie prime impressioni e, fortunatamente, su un utilizzo non in contesti di emergenza, ma di sola simulazione.

BCA tracker 4

I comandi di base

I comandi base sono collocati sopra l’apparecchio e la loro funzione è segnalato tramite delle serigrafie come nella foto qui sotto riportata. Il selettore dei comandi è rivestito da una gomma morbida che trasmette una sensazione di solidità. E’ presente un blocco di sicurezza a scorrimento (dall’aspetto leggermente meno solido e dal suono della molla cigolante) necessario affinché l’attrezzo, quando in trasmissione, non possa essere accidentalmente spento o messo in ricerca. Quando avviene la commutazione da trasmissione a ricezione  e viceversa  compaiono i relativi acronimi in inglese (rispettivamente Tracking – TR e Searching – SE) sul display frontale dell’Artva e un segnale acustico. La semplicità d’uso è immediata per i comandi base, mentre ho trovato meno intuitivo l’utilizzo di alcuni comandi avanzati.

I comandi avanzati e la loro attivazione

Ulteriori comandi, relativi alle impostazioni avanzate, si attivano tramite l’unico bottone fisico posto sul fronte dell’apparecchio, talvolta in combinazione con altri passaggi. Evidenziamo tuttavia che il pulsante non ha un feedback “aptico” ed è quindi utile prendere dimestichezza, in particolare durante l’utilizzo con i guanti. Ad ogni modo per i comandi avanzati è sufficiente un minimo di pratica per memorizzare le combinazioni che portano all’attivazione della modalità.

I comandi avanzati principali riguardano:

  • SS soppressione segnale: da attivare quando si è rilevata la posizione finale di un sepolto e si vuole passare alla ricerca di altri sepolti, permettendo così all’apparecchio di agganciarsi al secondo segnale più forte:
  • AR – inversione automatica: da attivare quando si passa in modalità ricerca oppure già in fase di accensione in trasmissione così che, in assenza di movimenti da parte dell’operatore rilevati grazie all’accelerometro interno, l’Artva torni in trasmissione;

Ulteriori comandi “opzionali”, con funzioni tuttavia più marginali riguardano:

  • BP – big picture, ovvero visione di insieme: mostra le distanze e le direzioni di tutti gli apparecchi che stanno trasmettendo entro il raggio di ricezione, la funzione si attiva quando si è in ricerca;
  • LO – disattivazione audio: consente di disattivare l’audio durante l’attività di ricerca.
test e recensione dell'apparecchio di autosoccorso in valanga

L’alloggiamento batterie del BCA Tracker 4

L’alloggiamento posteriore, che contiene sia la porta di accesso multimediale per effettuare gli aggiornamenti del software sia le batterie (3 pile stilo AAA), è accessibile tramite uno sportellino a chiusura stagna che si blocca con una vite a prova di uscita. Per facilitare la sostituzione delle pile, sul laccio che lega l’apparecchio alla custodia a tracolla, c’è un piccolo cacciavite che serve per aprire lo sportello; soluzione che fornisce una garanzia di tenuta ancora maggiore, ma non pratica come il classico sportellino a incastro adottato su altri apparecchi di ricerca.

A riguardo devo fare un piccolo appunto: dopo il primo inserimento delle pile, ho notato che lo sportellino tende ad “incastrarsi” da un lato rendendone più difficoltosa l’apertura. Con un po’ di pazienza e di pratica si riesce comunque a sfilarlo dalla sua sede.

Sebbene sul retro del trasmettitore siano indicati i significati delle lettere che attivano le varie modalità spiegate nel paragrafo precedente purtroppo non vengono riportate le serigrafie sintetiche sulle modalità di ricerca, come ad esempio le distanze da mantenere nella ricerca “a colonne greche” o “in parallelo”.

L’ARTVA BCA Tracker 4 indossato

Il sistema di indossaggio è pressoché uguale a molti altri modelli, con uno spallaccio a tracolla ed una cinghia che avvolge il torace. Ottima la soluzione di uno spallaccio imbottito con una comoda guaina in neoprene che evita quella fastidiosa sensazione di irritazione alla base del collo. Tutto il sistema permette una regolazione ottimale e risulta molto ergonomico. La custodia non consente però un’estrazione immediata del dispositivo, tantomeno con i guanti.

Il test artva in Norvegia

Group Check

A differenza di altri apparecchi Artva, per i quali è prevista un’opzione dedicata in fase di accensione, la funzione di Group Check del BCA Tracker 4 non è così immediata e richiede un po’ di pratica. Tuttavia  questa impostazione garantisce che venga effettuato, come indicato dalla casa madre, un contro test di verifica del trasmettitore “leader” da parte degli altri compagni. Un piccolo sforzo in più per una maggiore sicurezza.

Il Group Check del Tracker 4

Fase di ricerca, indicatore di distanza e di direzione

Il sistema di ricerca digitale si avvale di uno schermo sul quale le informazioni sono riportate in modo chiaro ed immediato. Le indicazioni vengono comunicate solo attraverso delle frecce di direzione corredate da indicatori numerici che riportano la distanza, declinata in metri e in decimetri. Abituato ad utilizzare apparecchi che forniscono informazioni aggiuntive rispetto alla direzione e alla distanza, come ad esempio la ricerca fine, non è stato immediato abituarsi a delle indicazioni così sintetiche, anche se efficaci. Infatti un punto di forza del Tracker 4 è sicuramente la velocità con cui il software rileva la variazione di distanza dal travolto; sostanzialmente non ci sono tempi morti nella ricerca e ad ogni passo vi è un aggiornamento costante dei parametri, proprietà denominata “real time information” da BCA, in modo da avere subito il feedback circa la direzione da prendere.

Per la mia esperienza durante le simulazioni posso riportarvi che  gioca un ruolo di assoluto rilievo nel trasmettere confidenza sulla gestione del tempo di ricerca. Potete approfondire maggiormente questa funzione al seguente link.

test artva BCA Tracker 4

Soppressione segnale primario, passaggio a ricerca ulteriore

Come la maggior parte degli apparecchi Artva a oggi in commercio, anche il BCA Tracker 4 consente di effettuare una ricerca multipla in caso di più sepolti.. Il software è impostato in maniera tale che quando il Tracker 4 aggancia un segnale si concentra sempre e solo su quello “più forte”, cosicché eventuali altri segnali non possano interferire.

Tuttavia nella fase di ricerca in presenza di più segnali può capitare che l’Artva si “sganci” dal primo trasmettitore a favore di un secondo nel caso in cui questo diventi più forte. Effettuando la ricerca fine si arriva alla distanza minima dal segnale del travolto e, dopo aver marcato con la sonda la posizione di ricerca, si preme il pulsante giallo frontale che conferma la soppressione del segnale primario mostrando sul visore SS (soppressione segnale) e passando subito dopo a ricerca il successivo segnale più forte.

Durante le varie prove di ricerca più travolti ho rilevato come la funzione di marcatura risulti meno intuitiva ed immediata rispetto a quella adottata da altri apparecchi della concorrenza dove alla pressione dell’unico pulsante frontale, munito in questi casi di feedback “aptico”, segue l’immediata soppressione dell’apparecchio individuato. Leggermente più macchinosa nel caso del Tracker 4 dove la pressione del pulsante deve essere prolungata ma non eccessiva, al fine di non attivare la funzione “Big Picture” sopra descritta.

Recensione BCA Tracker 4

Le funzioni del Tracker 4 rispetto al resto della famiglia BCA

Il Tracker 4 si può considerare il top di gamma della famiglia di rilevatori BCA e differisce dagli altri principalmente per l’adozione del “motion-sensing auto revert” che gli consente, tramite l’accelerometro interno, di commutare automaticamente la funzione da ricerca a trasmissione qualora l’operatore non effettui alcun movimento nell’arco temporale di 1 minuto, utile in caso di valanghe secondarie. Pur avendo le medesime funzioni del Tracker 3+ il modello da noi analizzato adotta materiali qualitativamente superiori ed è rivestito in una gomma morbida che trasmette una sensazione di robustezza il che ne giustifica il prezzo leggermente superiore.

comparazione Artva BCA

Consigliato per

Il BCA Tracker 4 nel complesso è un Artva dal prezzo competitivo in relazione alle funzioni che consente di attuare anche se le stesse non possono prescindere da uno studio della manualistica e da una buona pratica prima di essere messe in pratica sul campo.
Ideale per chi vuole uno strumento semplice, efficace e dalla risposta immediata nelle funzioni base ma anche per chi vuole essere alternativo rispetto ai marchi europei e scoprire cosa ha da offrire la terra del Backcountry. Sicuramente dal punto di vista anatomico l’Artva più comodo che ho mai indossato.

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