Intimo: un confronto tra sintetico e lana merino

confronto intimo sintetico e lana merino

Quando si parla di intimo, una domanda diffusa tra gli appassionati di sport di montagna (e non solo) è: meglio i tessuti sintetici o la lana merino? Per capirlo abbiamo effettuato un test di confronto tra sintetico e lana merino, misurando in particolare:

  1. la capacità di gestire e disperdere il sudore 
  2. la capacità di non far percepire il freddo una volta sudati
  3. la velocità di asciugatura
  4. il comfort sulla pelle
  5. la persistenza degli odori
  6. il peso e l’ingombro
  7. la resistenza e la durabilità

Infine, abbiamo cercato di rispondere alla domanda: qual è l’intimo migliore per le varie attività di montagna?

confronto tra un intimo in sintetico e in lana merino

Premessa: le differenze tra i tessuti sintetici e la lana merino

I tessuti sintetici

Le fibre sintetiche sono create attraverso la sintesi di derivati dal petrolio, tra cui anche plastica riciclata (bottiglie di plastica, reti da pesca, ecc.). I materiali sintetici più comuni sono il poliestere, il polipropilene e l’elastane. 

I capi prodotti in fibra sintetica sono ottimi in termini di vestibilità e comfort sulla pelle. Le fibre sintetiche sono infatti progettate per essere particolarmente morbide, garantendo al tempo stesso ottima aderenza al corpo e buona resistenza meccanica. 

Le fibre sintetiche, a differenza della lana, non hanno capacità igroscopiche. Ciò che permette l’assorbimento del sudore è la struttura del capo, che al suo interno presenta dei “vuoti” nei quali il sudore può infiltrarsi andando poi ad evaporare verso l’esterno.

caratteristiche dell'intimo sintetico

La lana merino

La lana è un materiale naturale e biodegradabile di origine animale. Le pecore di razza merino producono una tipologia di lana più fine e morbida, piacevole anche al contatto con la pelle. 

La lana ha ottime caratteristiche di termoregolazione, in quanto crea delle micro celle nelle quali l’aria viene intrappolata, isolando il corpo dall’ambiente esterno, freddo o caldo che sia.

Si tratta di un tessuto con una buona capacità igroscopica: riesce ad assorbire una grande quantità di acqua rispetto al suo peso, circa il 35% in più. Come vedremo, però, l’evaporazione non è però al livello delle fibre sintetiche.

La lana ha poi la proprietà di essere naturalmente antibatterica, grazie ad una struttura della fibra a scaglie e alla presenza di cheratina, due fattori che inibiscono lo sviluppo dei batteri e dei cattivi odori.

vantaggi dell'intimo in lana merino

Il nostro test su sintetico e lana merino

Durante il test abbiamo utilizzato diverse tipologie di capi in sintetico e lana merino: maglie a manica lunga, maglie a manica corta, pantaloni lunghi e pantaloni a tre quarti. I capi sono stati testati sia nella versione maschile che in quella femminile e in grammature (termicità) diverse. Le marche testate sono state: 

  • Icebreaker, con i modelli in lana merino Oasis.
  • Ortovox, con i modelli in lana merino Rock N’Wool e Comp Light.
  • Oxyburn, con i modelli in sintetico Talent, Drop e Grade e nei modelli in lana merino Peak, Solid e Pass.
  • Ternua, con i modelli in sintetico Seal.
cosa è meglio tra sintetico e lana merino?

Metodologia utilizzata

I test svolti in ambiente sono stati effettuati in contemporanea per il modello uomo e il modello donna e ripetuti in modo consecutivo, utilizzando lo stesso tipo di capo prima in sintetico e poi in lana merino per la salita scialpinistica. Per le altre attività, i test sono stati ripetuti in giornate separate scegliendo le condizioni ambientali il più simili possibile. 

Abbiamo effettuato il test in attività diverse: 

  1. Scialpinismo a fianco della pista con dislivello di 600 m D+ a ritmo sostenuto alla temperatura di -5°C. 
  2. Trail running su itinerario di 18 km con dislivello di 850 m D+ alla temperatura di 10°C.
  3. Corsa in pianura di 15 km con ripetute alla temperatura di 10°C.
  4. Bici su itinerario di 120 km e 2000 m di dislivello alla temperatura di 5-14°C.
comparativa tra intimo in sintetico e in lana merino

E’ stato poi effettuato un test statico immergendo il capo in acqua fredda e, senza strizzarlo, lasciandolo asciugare all’aperto in una zona ombreggiata ad una temperatura di 20°C. E’ stato misurato il peso del capo ogni 30 minuti fino alla completa asciugatura.

test velocità di asciugatura sintetico vs merino

I risultati del test

1 – La capacità di gestire e disperdere il sudore 

Il sintetico ha una maggiore capacità di far evaporare il sudore verso l’esterno. Lo si percepisce a sensazione ma anche pesando i due capi dopo una sudata importante. Alla fine di un’attività intensa, il sintetico riesce a disperdere meglio e più velocemente il sudore (infatti ha registrato un aumento di peso di circa il 10% rispetto a quando era asciutto), mentre la lana merino fa più fatica ad asciugare (con un aumento di peso di circa il 20%).

La lana però ha un altro vantaggio come si vedrà subito dopo.

test di sudorazione

2 – La capacità di non far percepire il freddo una volta sudati

Abbiamo visto come il sintetico sia più efficiente nell’evaporazione del sudore. Tuttavia, conta anche la capacità di non far raffreddare il corpo dopo una sudata intensa, quando ad esempio si arriva in cima dopo una salita con gli sci. In questo caso, la lana è capace di mantenere il calore meglio del sintetico, grazie alle sue capacità migliori di isolamento. In un test fatto a 10°C, con clima umido, dopo una corsa in salita la sensazione di freddo con il sintetico arrivava dopo circa 8 minuti, mentre con la lana dopo circa 13 minuti. 

3 – La velocità di asciugatura

L’abbiamo misurata con un semplice test statico: immersione dei due capi in acqua e – senza strizzarli – messa ad asciugare all’esterno ad una temperatura di 21°C all’ombra e in assenza di vento. Per un confronto efficace tra capi in lana merino e sintetici, abbiamo considerato la variazione percentuale di peso. Ogni 30 minuti abbiamo misurato il peso del capo e calcolato la variazione percentuale di peso con la seguente formula: [(Peso finale – Peso iniziale) / Peso iniziale] x 100. Il test è stato effettuato per due capi simili come grammatura del tessuto.

Di seguito i risultati ottenuti.

tempi di asciugatura dell'intimo

Si nota come il capo in sintetico ha una velocità di asciugatura maggiore e torna completamente asciutto circa un’ora prima della lana merino. In  pratica, la lana assorbe meno acqua (come si vede dai punti iniziali) ma ci mette di più ad asciugare rispetto al sintetico (come si vede dalla parte finale del grafico).

4 – Il comfort sulla pelle

Premesso che si tratta di una sensazione sempre soggettiva, a livello di comfort la sensazione che dà la lana merino è migliore rispetto a quella del tessuto sintetico. Qui vince la naturalità del tessuto che trasmette una sensazione piacevole e mai fredda o artificiale.

sensazione della lana merino sulla pelle

5 – La persistenza degli odori

Qui la capacità antibatterica della lana merino porta a innegabili vantaggi. Anche dopo una decina di utilizzi durante attività ad alta intensità e con elevata sudorazione, i capi in lana merino non hanno trattenuto alcun odore, cosa che non accade con quelli sintetici che necessitano di lavaggi più frequenti, anche in presenza di trattamenti anti odore come le fibre d’argento o l’olio di menta.

6 – Il peso e l’ingombro

I capi in lana merino sono più ingombranti e più pesanti rispetto a quelli sintetici. Se si deve trasportare l’intimo di ricambio in zaini da trail running, dal volume limitato, questo è un parametro da tenere in considerazione. Per altro tipo di attività, invece, questa caratteristica a favore del sintetico non è così rilevante.

7 – La resistenza e la durabilità

Difficile dare una risposta univoca. In generale la resistenza meccanica della lana è inferiore rispetto a quella delle fibre sintetiche quando si tratta di sfregamenti con altri tessuti e materiali. La lana è complessivamente più delicata del sintetico. D’altra parte, però, i capi in lana merino necessitano di lavaggi meno frequenti, pertanto soffrono di un usura da lavaggio minore.

Possiamo quindi dire che, a parte casi di utilizzo particolare, la durabilità è equivalente.

Conclusioni: quale intimo per quale sport?

Come abbiamo visto, le differenze sono molte. Ma la vera domanda a cui rispondere è: tra lana merino e sintetico, quale materiale può essere migliore per le varie attività di montagna? Perché c’è una bella differenza – ad esempio – tra fare un trekking in estate o una cascata di ghiaccio. 

intimo migliore per gli sport da montagna

Dalla nostra esperienza possiamo trarre alcune conclusioni.

L’intimo migliore per lo scialpinismo

Qui occorre una distinzione. 

  1. L’intimo sintetico è la scelta migliore per lo scialpinismo veloce e le competizioni, dove le soste sono ridotte al minimo e lo sforzo aerobico e la sudorazione sono massimi.
  2. L’intimo in lana merino è la scelta migliore per lo scialpinismo classico, dove le soste possono essere più lunghe e lo sforzo aerobico è minore. Interessante poi l’utilizzo di capi in lana merino su tour di più giorni in cui non è possibile lavare l’abbigliamento e quindi occorre contenere gli odori sgradevoli.  

L’intimo migliore per il trekking

Pensiamo che un intimo in lana merino possa essere la scelta migliore per attività di escursionismo e di trekking anche su più giorni. Si tratta di situazioni simili a quello dello scialpinismo classico, ovviamente calibrando la grammatura del capo in funzione delle temperature.

L’intimo migliore per l’alpinismo e l’arrampicata

La scelta dipende molto dalla tipologia di uscita e dalle temperature.

Un intimo in lana merino è più indicato per temperature rigide e soste frequenti, come può essere il caso di salite di misto o ghiaccio su tiri alternati. Invece, un intimo in sintetico è più adatto se siamo su itinerari veloci e con temperature miti o calde, in virtù della maggiore traspirazione.

L’intimo migliore per il trail running e la corsa

Per la corsa, in pianura o in montagna, l’intimo in sintetico ci pare la scelta migliore, in virtù dell’elevata sudorazione e dell’assenza di soste prolungate. Un altro vantaggio del sintetico è l’ingombro e il peso ridotto. 

L’intimo migliore per ciclismo

Qui è difficile dare un’indicazione univoca. Il sintetico asciugherà prima dopo uno sudata in salita, ma il capo in lana merino ci farà percepire meno la sensazione di freddo. Pertanto in questo caso la scelta di quale tipologia di intimo utilizzare è molto soggettiva anche sulla base delle temperature e del tipo di uscite in bici (allenamento, cicloescursionismo, mtb, ecc).

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