Come suggerisce la parola, l’attrezzatura per scialpinismo si compone in buona parte di equipaggiamento impiegato o derivato dall’alpinismo e dallo sci da discesa.

Pur esistendo varie declinazioni dello scialpinismo (sci escursionismo, touring, free-touring, freeride, race), lo scialpinismo classico prevede l’ascensione di una cima camminando con gli sci ai piedi grazie a specifici attacchi che permettono lo sgancio del tallone, per poi intraprendere discese entusiasmanti con gli sci..

Talvolta si possono percorrere tratti con sci in spalla o nello zaino, affrontando anche difficoltà alpinistiche (es. passaggi di ghiaccio e di roccia) con uso di ramponi, piccozza e corda.

Recensioni attrezzatura per scialpinismo

Possiamo suddividere l’attrezzatura per scialpinismo in tre macro-categorie: equipaggiamento per la progressione, abbigliamento e equipaggiamento per la sicurezza in caso di valanga Iniziamo proprio da quest’ultimo.

Equipaggiamento per la sicurezza

Ogni scialpinista deve essere consapevole dei rischi della montagna in inverno e una parte irrinunciabile dell’attrezzatura per scialpinismo è il trio composto da ARTVA, pala e sonda.

C’è poi un elemento addizionale che si sta affermando sempre più ed è lo zaino antivalanga, di cui parleremo nella sezione attrezzatura. Ma attenzione: non basta avere i dispositivi di sicurezza con sé, è necessario saperli utilizzare con padronanza facendo formazione ed esercitazioni periodiche. Oltre ad assicurarsi che siano in perfetta efficienza.

  • ARTVA (Apparecchio Ricerca Travolti in Valanga): è il pezzo più “tecnologico” del trittico ARTVA / pala / sonda e, a differenza degli altri, va sempre indossato a tracolla e sotto gli indumenti. Si tratta di un ricetrasmettitore che riveste un doppio ruolo: in condizioni normali, per l’intera durata dell’escursione, trasmette impulsi radio (in UE sulla frequenza standard di 457kHz) che in caso travolgimento da valanga possono essere rilevati da un soccorritore, anch’esso dotato di ARTVA. Tramite un commutatore l’ARTVA stesso si trasforma in un ricevitore in grado di aiutare a localizzare una persona sotto la neve consentendo ai compagni di prestare immediato soccorso. Tutti gli ARTVA moderni sono dotati di un display digitale ad alta visibilità e di tre antenne per la ricezione che consentono di rilevare con buona accuratezza distanza e direzione del trasmettitore sepolto. Gli ARTVA più sofisticati sono dotati di funzioni che facilitano la ricerca di sepolti multipli e consentono l’aggiornamento del firmware. Qui la recensione del Mammut Barryvox.
  • Sonda: una volta individuato il “sepolto” tramite ARTVA la sonda è lo strumento per verificarne la posizione e la profondità; è in pratica un’asta di alluminio della lunghezza di circa 2 metri. Tutte le sonde in commercio sono ripiegabili nello zaino e sono particolarmente indicate quelle dotate di sistema di aperture rapida e le sonde graduate, utili per stimare la profondità del sepolto sotto la neve.
  • Pala: in lega di alluminio, robusta ma leggera. Le più pratiche hanno il manico smontabile e telescopico per ridurre l’ingombro nello zaino pur garantendo la massima efficacia. Attenzione: scavare e spostare la neve con le sole mani è una impresa non solo difficile ma soprattutto lenta. La possibilità di sopravvivenza di un travolto in valanga cala drasticamente dopo pochi minuti. Ecco che spalare con la pala, e non a mano, diventa determinante. Qui la recensione della Pala Alu 3 della Ortovox.
Recensione Artva e attrezzatura per scialpinismo

Merita una menzione anche la piastrina (o riflettore) RECCO: si tratta di un diverso sistema di ricerca, integrativo rispetto al materiale di autosoccorso, utilizzato dalle squadre professionali di soccorso alpino. Il riflettore è una piccola piastra metallica che contiene al suo interno un paio di antenne in grado di “rispondere” al segnale inviato dall’apparecchio di ricerca in uso al soccorso alpino. Non avendo bisogno di batterie ha vita illimitata e sempre più spesso viene inserito all’interno di diversi capi da sci (es. giacche, pantaloni, caschi, zaini, ecc) sui quali spicca il logo “RECCO Advanced Rescue Technology”. Attenzione: si tratta di un dispositivo di sicurezza aggiuntivo che non sostituisce né è compatibile con l’ARTVA e richiede l’arrivo di una squadra di soccorso. Per questo è più utile sulle piste da sci che nello scialpinismo, dove il primo intervento deve essere tempestivo e quindi prestato in primo luogo dai compagni.

Equipaggiamento per la progressione

  • Zaino: è uno degli elementi più importanti dell’attrezzatura per scialpinismo perché deve permettere di riporre ordinatamente tutto l’equipaggiamento, assicurando allo stesso tempo un facile accesso. Tra le caratteristiche più importanti vi sono la possibilità di trasporto degli sci e un compartimento distinto dedicato a contenere l’attrezzatura di sicurezza (pala e sonda, in quanto l’ARTVA va sempre indossato) che è bene sia sempre a portata di mano e non nascosta sotto i panini o il piumino in fondo allo zaino!
    • Zaino Airbag: variante più evoluta (e costosa) che contiene una bombola di gas inerte che all’occorrenza consente di gonfiare in pochi istanti una grossa sacca che uscendo dallo zaino aiuta il “galleggiamento” sulla valanga. Qui la recensione dell’Ortovox Ascent Avabag 40.
    • Zaino con respiratore: esistono anche zaini dotati di un boccaglio collegato ad un sistema di tubi e valvole che permettano di scaricare la CO2 lontano dalle vie respiratorie. Questo consente al sepolto di sfruttare l’aria intrappolata nella neve riducendo il rischio di intossicazione dovuto all’anidride carbonica esalata.
  • Sistema di idratazione: lo scialpinismo fa sudare. Oltre alla classica borraccia si può optare per una camel bag collocata nello zaino o anche per i pratici “soft-flask” che una volta vuoti si comprimono. Molto utile anche il thermos con bevanda calda.
  • Scarponi: solo apparentemente simili agli scarponi da sci di discesa, in realtà hanno caratteristiche molto diverse. Innanzitutto la caviglia mobile, per consentire la camminata e agevolare il passo di salita, con un blocco per irrigidirli e renderli pronti per controllare gli sci durante la discesa. Inoltre devono essere dotati di suola con battistrada in gomma per camminare ed arrampicare e devono essere ramponabili. È fondamentale scegliere un paio di scarponi che si adattino alla propria calzata e che non procurino fastidi che possono facilmente trasformare l’escursione in un calvario.
  • Sci: per ovvie ragioni sono molto più leggeri degli sci da discesa e possono avere diversa larghezza e lunghezza a seconda delle prestazioni che si desidera privilegiare. Sci stretti e leggeri facilitano la salita, ma danno meno galleggiamento in discesa su neve fresca. Al contrario con sci più larghi ed un po’ più lunghi si ha una migliore risposta durante la discesa su neve fresca.
  • Coltelli o rampanti: sono una sorta di “ramponcini” che si applicano allo sci per avere maggiore aderenza su neve dura o ghiacciata.
  • Pelli di foca: ormai in tessuto sintetico, hanno un pelo orientato in modo che scivoli sulla neve in avanti e faccia da freno, bloccando lo sci, all’indietro. Si applicano e si tolgono dagli sci grazie a colle speciali che non lasciano residui sulla soletta
  • Attacchi: il modello più diffuso tra gli scialpinisti è l’attacco PIN, chiamato comunemente “attacchino”. Inventato originariamente da Dynafit, è costituito da due parti indipendenti: puntale e talloniera. Il puntale, per mezzo di due perni, fissa la punta dello scarpone lasciando però il tallone libero di sollevarsi per consentire il movimento di salita. La talloniera ha una funzione di appoggio a diverse altezze del tallone dello scarpone in posizione di salita, mentre in posizione di discesa ha la funzione di blocco dello scarpone.
  • Bastoncini: telescopici o fissi con impugnatura antiscivolo lungo il bastone per i traversi. Rispetto ai classici da sci e da trekking hanno una rotella di dimensioni maggiori per evitare di affondare troppo nella neve fresca.
  • Casco: i caschi da sci sono progettati per proteggere la testa dagli impatti, mentre i caschi da alpinismo sono studiati principalmente per proteggere dalla caduta di pietre dall’alto. Nello scialpinismo, a differenza dallo sci alpino, si possono verificare entrambe le tipologie di incidente. Esistono però in commercio caschi realizzati appositamente per lo scialpinismo, che sono omologati sia per sci sia per alpinismo, offrendo quindi entrambi i tipi di protezione.
  • Ramponi e piccozza: rispetto agli attrezzi da alpinismo su ghiaccio quelli specifici da scialpinismo possono essere in lega leggera (alluminio) per ridurre il peso nello zaino. Ma bisogna essere certi di non trovare ghiaccio vivo (o roccia), altrimenti meglio avere con sé gli attrezzi in robusto acciaio. Qui la recensione della piccozza Petzl Summit Evo.
  • Orologio GPS: utile per orientarsi o seguire tracce scaricate da Internet nel caso si faccia un’ascensione in una zona non conosciuta o in caso di scarsa visibilità.
  • Occhiali da sole e/o maschera da sci: indispensabili per proteggere gli occhi da sole, vento e intemperie. Utili le lenti fotocromatiche che si adattano alle condizioni di luminosità ambientali che possono modificarsi notevolmente nel corso dell’escursione. La maschera solitamente si usa in discesa o in caso di bufera.

Abbigliamento

Per l’abbigliamento da scialpinismo si utilizza il classico metodo “a strati”, decisamente più simile a quello da alpinismo che non all’abbigliamento da sci di discesa.

La funzione dell’abbigliamento deve essere quella di garantire mobilità e traspirazione durante le fasi di salita (quando si suda) e calore e comfort durante la discesa sugli sci. Ovviamente le doti di protezione dal vento e dalle intemperie (es. idrorepellenza) sono importanti in entrambe le situazioni.

guida all'attrezzatura per scialpinsmo
  • Intimo: deve essere in materiale tecnico sintetico e/o lana speciale per assicurare una rapida asciugatura.
  • Strato caldo intermedio: nelle giornate più fredde può essere indossato anche in salita, l’importante è che sia traspirante e non intralci i movimenti. Qui la recensione del Patagonia R1.
  • Calze: a differenza dello sci da discesa, nello scialpinismo piede e caviglia si muovono molto durante la salita. È pertanto consigliabile procurarsi un paio di calze specifiche per questo sport per evitare spiacevoli vesciche o sfregamenti.
  • Pantaloni: sono uno dei capi di abbigliamento più importanti nello scialpinismo, devono garantire ottima traspirabilità per consentire l’evaporazione del sudore durante le salite ma allo stesso tempo proteggere dal vento in discesa (e non solo). Inoltre, dovrebbero essere idrorepellenti ed elasticizzati per permettere di muoversi liberamente ed avere ghette integrate da applicare sopra agli scarponi. Eventuali aperture laterali a zip sulle cosce sono utili per regolare al meglio la temperatura nelle giornate più calde.
  • Guscio: giacca in materiale leggero antivento, impermeabile e traspirante (es. Gore-Tex o similari) da indossare quando si alza il vento (es. nelle salite in cresta) o quando sudati alla fine della salita si indossano gli sci e si inizia a scendere. Solitamente hanno un cappuccio regolabile adatto coprire anche il casco per avere la massima protezione nelle giornate più ventose o di maltempo.
  • Gilet antivento: sono in materiale antivento e traspirante (simili a quelli usati dai runners), sono utili durante le salite per proteggere il tronco dal vento gelido ma lasciare le braccia completamente libere. La zona della schiena solitamente è in materiale altamente traspirante (o addirittura traforata) in quanto già protetta dallo zaino. In commercio si trovano modelli ripiegabili fino ad occupare uno spazio davvero minimale, comodi da tenere a portata di mano. Qui la recensione del Karpos Lavaredo Vest e del Crazy Vest Flash.
  • Piumino caldo: è importante avere nello zaino una strato caldo per ripararsi dal gelo, quando completata la salita e raggiunta la meta ci si deve preparare per la discesa. Nelle giornate più fredde il solo guscio può non essere sufficiente.  Esistono piumini facilmente comprimibili che mantengono caldi pur avendo un ingombro ridotto nello zaino.
  • Guanti: difficile trovare un solo paio di guanti da usare sia in salita che in discesa. Solitamente si predilige un paio di guanti leggeri (ma che proteggano da vento) per la salita e si tengono nello zaino un paio di guanti caldi da utilizzare in fase di discesa. Qui la recensione dei Camp G Hot e dei Rab Baltoro.

Non solo attrezzatura

Come già detto, uno dei rischi da considerare nella pratica dello scialpinismo è quello legato alle valanghe. E’ quindi fondamentale, per la propria e per l’altrui sicurezza conoscere non solo le condizione metereologiche ma anche lo stato del manto nevoso.

Qualora non ci si affidi al supporto di una guida alpina, è possibile consultare i bollettini nivo-meteorologici della regione di interesse che durante l’inverno e la primavera vengono aggiornati ormai ogni giorno.

recensioni attrezzatura per scialpinismo

Di seguito i link ai bollettini valanghe di alcune regioni italiane:

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