Come scegliere il guscio da montagna

guida alla scelta del guscio da montagna

Nel corso degli anni l’abbigliamento da montagna è cambiato molto, si è passati progressivamente (e fortunatamente) da “camicia di flanella e maglione di lana” a capi dedicati alla pratica dello sport, realizzati in materiali tecnici, studiati appositamente per garantire il massimo comfort. 

Uno dei capi di abbigliamento che non deve mai mancare nello zaino di chi pratica sport in montagna è il cosiddetto guscio o “terzo strato” (o ancora hardshell se si preferisce). Questo capo costituisce lo strato esterno, la prima linea contro le intemperie: vento, neve e pioggia.

come scegliere il guscio da montagna per trekking, alpinismo e scialpinismo

Nella scelta di un guscio, sia per trekking, alpinismo o per ski-touring, ci sono diversi elementi da valutare con attenzione. Alcune delle parole chiave da tenere a mente sono: impermeabilità, idrorepellenza, traspirabilità e resistenza al vento. Ma non solo, un ruolo fondamentale è giocato dalle membrane tecniche che sono il cuore dei laminati (2L, 3L o 2.5L) che compongono un guscio.

Una comprensione approfondita delle caratteristiche dei materiali è fondamentale per scegliere il guscio da montagna adatto alle proprie esigenze.

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Molti dei parametri più rilevanti da valutare fortunatamente sono misurabili e spesso i siti web dei produttori di abbigliamento outdoor forniscono per i capi tecnici, oltre all’indicazione del campo di utilizzo (hiking, alpinismo, running, ecc.) anche dei dati numerici che quantificano le prestazioni del prodotto.

In questo articolo, scritto con la collaborazione di Gore-Tex, Ortovox e Ternua, vedremo quali sono le caratteristiche a cui prestare attenzione e le scale numeriche di valutazione più frequentemente utilizzate.

consigli per scegliere guscio da montagna

Impermeabilità del guscio

Con il termine impermeabilità si indica la resistenza di un materiale ad essere attraversato dall’acqua. Questa caratteristica può essere misurata in modo scientifico e la metodologia è stata definita a livello internazionale con la normativa UNI EN ISO 811:2018. In particolare, quello che viene misurato è la resistenza del tessuto alla pressione di una colonna acqua.

Maggiore è l’altezza della colonna d’acqua, misurata in millimetri (mm), quanto più il materiale è resistente all’attraversamento del liquido e quindi risulta impermeabile.

Si potrebbe essere indotti a pensare che quanto più un materiale risulta impermeabile tanto più sia adatto a proteggerci dalla pioggia durante le nostre escursioni. Questo purtroppo non è sempre vero. Pensiamo ad esempio ad una cerata o ad un paio di stivali di gomma, non lasciano entrare una goccia d’acqua, ma hanno un problema: non sono affatto traspiranti. Quindi, se possono andare bene per andare nell’orto quando piove, non sono certamente adatti ad attività fisiche intense come quelle che si possono praticare in montagna. 

come scegliere il guscio da trekking e alpinismo

Esistono però tessuti tecnici in grado di assicurare ottimi livelli di impermeabilità pur garantendo la traspirazione del sudore grazie ad una buona traspirabilità. Questi tessuti (o meglio laminati) prendono diversi nomi a seconda del brand, ma sfruttano tutti lo stesso principio, ovvero la presenza di una membrana microporosa in grado di far passare il vapore acqueo prodotto dalla sudorazione ma non le gocce d’acqua allo stato liquido.

Il grande successo di questi prodotti risiede proprio nella capacità di coniugare impermeabilità e traspirabilità.

Scala di riferimento dell’impermeabilità

Non esistono normative che definiscono i requisiti per l’abbigliamento outdoor, tuttavia facendo riferimento all’abbigliamento per lavoro (standard EN 343), un capo è ritenuto adatto all’impiego in ambienti con condizioni climatiche severe (Classe 3) quando ha una resistenza di 13.000 Pa, equivalenti a circa 1300 mm di acqua.

In generale, una scala di riferimento che può essere utilizzata per aiutarci a scegliere il materiale più adatto alle proprie esigenze è la seguente.

protezione dalla pioggia per scegliere guscio da montagna

Per fare un esempio pratico, se facciamo brevi escursioni unicamente col bel tempo, ci potremmo accontentare di un guscio in grado di proteggerci all’occasione da una lieve pioggia di breve durata. Possiamo quindi orientarci su prodotto con impermeabilità inferiore a 10.000 mmH2O.

Se invece abbiamo in programma un lungo trekking con meteo incerto e desideriamo un guscio in grado di proteggerci da lunghe camminate sotto la pioggia battente dovremo scegliere un capo con grado di impermeabilità superiore a 15.000 o anche 20.000 mmH2O.

Idrorepellenza del guscio

Cosa si intende invece per idrorepellenza e a cosa serve?

L’idrorepellenza è la proprietà di un materiale di far scivolare via l’acqua, senza che questa penetri. L’acqua su un tessuto idrorepellente si raccoglie in piccole gocce circolari che si eliminano dalla superficie semplicemente inclinandola o scrollando il tessuto.

trattamento DWR del guscio
Effetto del trattamento DWR sulla superficie di un tessuto  (immagine Gore-Tex)

Questa caratteristica viene conferita ai capi tramite un trattamento chimico noto come DWR (Durable Water Repellent).

L’idrorepellenza è importante perché evita che l’acqua ristagni sul tessuto ma non deve essere confusa con l’impermeabilità. Un tessuto idrorepellente, se privo di specifica membrana, non è impermeabile perché quando la pressione dell’acqua aumenta, questa riesce a penetrare.

Il trattamento DWR è però fondamentale nei capi dotati di membrana microporosa in quanto, evitando i ristagni d’acqua sulla superficie, permette alle membrane tecniche di lavorare in modo ottimale assicurando la fuoriuscita del vapore generato dalla sudorazione.

Il trattamento DWR non è permanente. L’uso costante e l’esposizione a creme solari, sporcizia, detersivi, altri materiali può compromettere la durata del trattamento. In questo caso l’acqua può saturare lo strato esterno del capo, facendo percepire una sensazione di umidità, come se ci fosse una perdita nel tessuto.

Trattamento DWR efficace (destra) e inefficace (sinistra)

Traspirabilità del guscio

La traspirabilità di un capo è in sintesi la capacità del tessuto di essere attraversato dal vapore acqueo. Questa caratteristica è importante in tutti i capi, ma diventa fondamentale mentre si svolge attività fisica intensa, in quanto si traduce nella capacità di espellere il sudore corporeo, trasportandolo verso l’esterno. L’obiettivo è evitare l’eccessiva sensazione di calore e di bagnato dovuta all’accumularsi del sudore negli strati di vestiario a contatto con la pelle.

Nella scelta di un capo di abbigliamento è quindi importante valutare attentamente la sua capacità di permettere la traspirazione del sudore, onde evitare di trasformare la gita in una spiacevole sauna.

Fortunatamente la traspirabilità di un tessuto è misurabile in modo scientifico e molti marchi di abbigliamento indicano tra le caratteristiche dei capi tecnici sportivi anche il livello di traspirabilità secondo una scala numerica.

come scegliere guscio da montagna

La misurazione della traspirabilità: la RET

Una delle scale utilizzate dai produttori per misurare la traspirabilità è la RET (Resistance of Evaporation of a Textile), il cui metodo di misurazione è standardizzato a livello internazionale dalla normativa DIN EN ISO 11092:2014. Questa metodologia simula la sudorazione della pelle umana tramite un dispositivo che garantisce l’evaporazione costante dell’acqua sulla superficie di piastra metallica riscaldata a 35° ed ha la caratteristica di essere ripetibile e riproducibile. Per questo motivo è possibile confrontare i risultati ottenuti su diversi capi di abbigliamento, anche se eseguiti da diversi laboratori.

Essendo una misura della resistenza alla trasmissione del vapore, la scala RET associa ai tessuti un valore tanto più basso quanto più il tessuto risulta traspirante (ovvero offre meno resistenza all’evaporazione).
Per avere un riferimento nella scelta di un capo, è possibile affidarsi ad una scala di comfort definita dal Hohenstein Institute tedesco, che si è occupato di studiare la correlazione tra i valori di RET e i diversi livelli di attività fisica umana.

RETTraspirabilitàDescrizione
0 – 6Molto buonaEstremamente traspirante e confortevole durante attività intensa.
7 – 13BuonaMolto traspirante e confortevole durante attività moderata.
14 – 20SoddisfacenteTraspirante, ma non confortevole durante attività intensa.
21 – 30InsoddisfacenteLeggermente traspirante, fornisce comfort moderato durante attività a bassa intensità.
> 31Molto insoddisfacenteNon traspirante e non confortevole, tollerato per brevi periodi.
Scala di comfort Hohenstein in funzione del grado di traspirabilità.

La misurazione della traspirabilità: il MVTR

Un’altra indicazione che si può incontrare tra le caratteristiche tecniche di un hardshell è il valore MVTR (Moisture Vapour Transmission Rate). Questo valore indica la quantità di liquido evaporato in un certo periodo di tempo (tipicamente espresso come g/m2/24h, ovvero grammi di acqua evaporati in 24 ore da un metro quadrato di tessuto).

Purtroppo, esistono diverse metodologie di misurazione del MVTR, pertanto a differenza di quanto accade per il RET, i valori indicati da un brand potrebbero non essere direttamente confrontabili con quelli di un altro, se misurati da laboratori che applicano metodologie differenti.

Per chi fosse interessato ad approfondire, alcune delle modalità di test MVTR sono definite negli standard ASTM E96, JIS L 1099 ed ISO 15496, ciascuno dei quali propone diverse varianti sul tema.

Nonostante ciò, il valore di MVTR rimane comunque un’utile indicazione della capacità di trasmissione del vapore acqueo, in particolare quando i valori presentano una differenza notevole tra due prodotti dello stesso brand: ad esempio un capo con MVTR di 30000 g/m2/24h è sicuramente più traspirante di uno con MVTR di 10000 g/m2/24h.

Membrane e laminati 2L, 2.5L 3L

Come anticipato, per conciliare le esigenze di impermeabilità e traspirabilità è necessario orientarsi verso gusci dotati di membrana microporosa.

La prima ad essere stata sviluppata ed impiegata su larga scala per la realizzazione di vestiario sportivo è sicuramente la membrana Gore-Tex, ma sul mercato se ne trovano ormai numerose. Dermizax, Shelltec, Futurelight, NeoShell, H2NO, DryEdge, Powertex, sono solo alcuni esempi di nomi commerciali di membrane che, come detto, utilizzano lo stesso principio di base.

Vediamo perché è così importante che il guscio sia realizzato con un laminato dotato di membrana.

Struttura microscopica di una membrana Gore-Tex.

La membrana si presenta a livello microscopico come un fittissimo reticolo di fibre finemente intrecciate. Tra le fibre si forma però un numero estremamente elevato di piccolissime aperture, dette pori.

Prendendo come esempio la membrana Gore-Tex, la misura di questi pori è circa 20.000 di volte più piccola di quella di una singola goccia d’acqua, che pertanto non riesce ad attraversare la membrana. Ne risulta che la membrana è impermeabile all’acqua in forma liquida.

Funzionamento di una membrana porosa (immagine Gore-Tex).

Allo stesso tempo però la dimensione dei pori è circa 700 volte superiore a quella di una molecola di vapore acqueo (come il nostro sudore). Che di conseguenza riesce a superare la membrana conferendole la caratteristica traspirabilità di cui abbiamo bisogno durante l’attività sportiva.

Per farsi un’idea della struttura di queste membrane, la densità dei pori è superiore ad un miliardo per ciascun cm2 di materiale.Le membrane non vengono però fornite nude, ma come parte di un tessuto, o meglio di un laminato che può essere realizzato con diverse tecniche di costruzione. I più comuni tra i prodotti in commercio sono i laminati 2-layers, 3-layers o 2.5-layers.

2-Layers

La membrana viene laminata solo al tessuto esterno. Internamente, la membrana è protetta da una fodera separata con una eventuale imbottitura per maggiore isolamento termico.
I capi 2L risultano più confortevoli grazie alla fodera indipendente ma la membrana è meno protetta e soggetta a sfregamento.

(immagine: Ortovox)

2.5-Layers

Analogamente al 2L, la membrana viene laminata al tessuto esterno, ma internamente viene ricoperta con una sottile pellicola protettiva.
Questo garantisce maggiore protezione alla membrana e permette di realizzare capi con peso e volume molto ridotti essendo privi di fodera interna.

(immagine: Ortovox)

3-Layers

La membrana viene laminata sia al tessuto esterno, sia alla fodera interna. La membrana risulta più protetta da sfregamenti ed abrasioni e i capi hanno durevolezza superiore, a scapito di una maggiore rigidità del tessuto e di un maggiore peso ed ingombro.

(immagine: Ortovox)

Protezione dal vento

La protezione dal vento di un guscio da montagna è molto importante perché l’aria che penetra nell’abbigliamento aumenta notevolmente la percezione del freddo (fenomeno chiamato wind-chill) a causa della dispersione per convezione del calore corporeo.

Anche la protezione dal vento ha un suo standard internazionale che ne definisce le modalità di misurazione (UNI EN ISO 9237:1995). Anche se questo dato non è indicato frequentemente dai produttori, talvolta si trova espresso con il sistema anglosassone con la sigla CFM (Cubic Feet per Minute) tra le caratteristiche tecniche dei materiali.

Questo parametro misura la permeabilità all’aria, ovvero la quantità di aria che può attraversare il tessuto nell’unità di tempo. Quindi un valore basso indica un’elevata protezione dal vento: un tessuto è considerato totalmente antivento se ha CFM prossimo a zero (o inferiore a 1) ed è considerato molto protettivo dal vento se ha CFM < 5.

Una linea guida generalmente ritenuta valida per la protezione dal vento è quella indicata in tabella.

CFMProtezione dal vento
0 – 1Eccellente
< 5Ottimo
5 – 10Buono
10 – 15Accettabile
15 – 20Limitata
> 20Scarsa
Scala di protezione CFM dal vento

I gusci per impiego alpinistico solitamente si posizionano nella prima fascia, dovendo proteggere da condizioni climatiche estreme che possono manifestarsi in alta montagna. Per usi meno impegnativi è possibile orientarsi anche su prodotti della seconda categoria, mentre scendendo oltre si trovano capi meno consigliabili per gli sport di montagna.

resistenza al vento del guscio

Costruzione del guscio

Per scegliere il guscio da montagna, oltre alle caratteristiche dei materiali impiegati, è importante osservare alcuni particolari costruttivi che possono influire sia sul campo di impiego, sia sulle prestazioni complessive.

  • Cuciture: anche il foro di un ago da cucito altera le proprietà delle membrane microporose e può causare infiltrazioni d’acqua. È quindi necessario assicurarsi che tutte le cuciture siano accuratamente nastrate nella parte interna del guscio, in modo da non compromettere l’impermeabilità.
  • Cerniere: per gli hardshell destinati agli ambienti più critici è opportuno orientarsi su prodotti con zip di buona qualità e tipo ermetico. Tipicamente si prediligono gusci con chiusura alta fin sopra al mento per ridurre al minimo l’esposizione alle intemperie.
  • Cappuccio: è fondamentale per proteggere la testa. Se si praticano sport dove si indossa un caschetto (es. alpinismo o ski-touring) può essere utile verificare che il cappuccio del guscio abbia dimensioni compatibili e che sia regolabile. 
  • Tasche: in alcuni gusci sono presenti numerose tasche, comode per tenere all’asciutto ed a portata di mano tutto l’occorrente per le proprie escursioni. Occorre però tenere a mente che le tasche, specie se non realizzate in mesh, aggiungono strati di materiale che tendono a ridurre la traspirabilità complessiva. Da notare che gli hardshell studiati per essere indossati con un’imbragatura hanno le tasche anteriori posizionate più in alto in modo da restare accessibili. 
  • Prese d’aria: anche se si acquista un prodotto con elevata traspirabilità, può essere utile avere le classiche prese d’aria sotto le ascelle per migliorare la ventilazione durante le attività ad alta intensità.
  • Peso e comprimibilità: come abbiamo visto i materiali impiegati possono avere caratteristiche diverse, ma anche il design ha una parte importante. Gusci dal design minimalista sono in genere più leggeri, occupano meno spazio nello zaino e possono essere usati in caso di emergenza. Prodotti con molte tasche, cerniere ed accessori sono invece più comodi e funzionali ma hanno solitamente ingombro e peso superiori. 
comprimibilità della giacca da montagna
Un hardshell 2.5l estremamente comprimibile

Conclusioni

Per scegliere il guscio da montagna è importante valutare tutte le caratteristiche, non soffermandosi solo sulle prestazioni dei materiali ma valutando anche che la costruzione e le funzionalità siano in linea con le proprie esigenze.

Inoltre, affinché le performance del prodotto non si degradino, occorre ricordarsi di eseguire in modo corretto la manutenzione periodica suggerita dall’azienda produttrice.

Infine, un po’ di realismo. Nonostante l’innovazione nei materiali e il miglioramento continuo delle prestazioni, non dobbiamo aspettarci miracoli: se indosso un guscio, anche il più traspirante, in un clima da foresta tropicale con umidità prossima al 100% nulla potrà evitarmi un bagno di sudore!

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scala impermeabilità giacca di montagna

2 risposte

  1. Articolo esaustivo e molto ben confezionato, presentando con chiarezza e completezza le argomentazioni necessarie a comprendere le qualità del capo per poter fare poi le proprie valutazioni dell’attinenza di un prodotto ai propri bisogni.
    Grazie !

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