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Attrezzatura per alpinismo su ghiaccio

Leggendo relazioni di uscite alpinistiche, spesso nella sezione dedicata all’attrezzatura per alpinismo incorriamo nella sigla “n.d.a”, ossia “normale dotazione alpinistica”. Ma in cosa consiste questa dotazione di base?

Innanzitutto quando si parla di “n.d.a.” ci si riferisce al materiale necessario ad affrontare salite di alpinismo classico, con difficoltà di ghiaccio di massimo 50/55° e su roccia fino al III grado. Per difficoltà maggiori occorre valutare attentamente la necessità di materiale aggiuntivo.

Quanto e quale materiale portare con sé è argomento molto dibattuto e tutti ci siamo ritrovati ad avere dubbi amletici nel momento di preparare lo zaino. Cosa togliere, cosa tenere?
Tuttavia il materiale della dotazione di base non dovrebbe mai mancare e può essere utile rileggere ogni volta l’apposito elenco per essere sicuri di non aver dimenticato nulla.

attrezzatura alpinismo invernale

Vediamo nel dettaglio l’attrezzatura per alpinismo nella sua dotazione di base e in quella per ghiaccio e misto.

Attrezzatura di base

Casco

Immancabile compagno di qualsiasi salita in ambiente. Il pericolo di caduta sassi è sempre in agguato. Abbiamo riportato una testimonianza di quanto possa essere fondamentale l’uso del casco. Ancora più importante qualora si preveda di percorrere salite classiche molto frequentate. Quale scegliere? Tutti i caschi sono omologati con standard di sicurezza certificati. Se non vi spaventa spendere qualche euro in più, un modello ultralight è sicuramente consigliato. L’aspetto più importante resta ovviamente la comodità: provatelo con attenzione e assicuratevi che non si muova quando girate la testa. Vai alle recensioni sui caschi da alpinismo.

Imbrago

Su lunghe salite classiche senza difficoltà tecniche eccessive una buona soluzione può essere data da un imbrago ultralight da alpinismo/scialpinismo. Questi imbraghi del peso irrisorio (circa 100 g) possono rappresentare una buona soluzione per chi cerca leggerezza e comodità per camminare. In caso di alpinismo su roccia o ghiaccio tecnico, dove quindi è necessario appendere all’imbrago molta attrezzatura o si prevede di rimanere appesi a lungo in sosta, è meglio optare per un imbrago classico da alpinismo con fascia lombare comoda e ampia. Vai alle recensioni sugli imbraghi da alpinismo.

Set di rinvii

Preferibilmente di diverse lunghezze, così da adattarsi alle esigenze e al percorso della via. Sul mercato esistono anche i rinvii costruiti su fettucce (i cosiddetti “slunghi”), allungabili a seconda delle esigenze.

Zaino

La dimensione dello zaino varia molto dal tempo che la nostra ascensione richiede. Per salite in quota in giornata può essere sufficiente uno zaino da 25/30 litri; per salite di più giorni meglio optare per un 40 litri. Meglio scegliere uno zaino dal corpo essenziale, senza lacci o cinghie che possano incastrastrasi in camini o passaggi stretti. Molto utile accessori come porta sci laterali o porta casco. Vai alle recensioni sugli zaini da alpinismo.

Moschettoncini a ghiera per sosta

Meglio averne tre, uno in più dei due canonici, sono facili da perdere o possono presentarsi situazioni in cui la sosta è su 3 punti di ancoraggio.

Moschettoni a ghiera a “pera”

Fondamentali per autoassicurazione, calate e in caso di perdita del dispositivo di assicurazione. Almeno 2 o 3.

Dispositivi di assicurazione

Ce ne sono tantissimi sul mercato,ma quasi tutti paritetici. Menzione speciale va al Megajul della Edelrid che oltre ad essere un classico secchiello è anche autobloccante e può essere usato in calata senza il marchard / prusik. Il dispositivo più usato oltre al secchiello è sicuramente la piastrina Gigi, utile in caso di calate in corda doppia o per ritirate di emergenza. Attrezzo che può essere facilmente sostituito da secchielli evoluti progettati per essere sia discensori che assicuratori.

Fettucce in dynema

In ambiente alpino sconsiglio le daisy chain, poco versatili e spesso ingombranti. Meglio scegliere classiche fettucce di diverse dimensioni.

materiali per la giusta attrezzatura per alpinismo su ghiaccio e in alta quota

Dettaglio dell’attrezzatura per alpinismo su ghiaccio e misto

Mezze corde o corda intera

La scelta dipende dal tipo di itinerario. Su percorsi che non richiedono lunghe calate potrebbe essere sufficiente una corda intera, o semplicemente un suo spezzone. In tutte le altre situazioni è preferibile optare per le mezze corde. In caso di attraversamento di un ghiacciaio ricordarsi sempre che al di sotto dei 50 m possono essere difficoltose o addirittura impossibili le classiche manovre per recupero del compagno caduto in un crepaccio. Se si desidera alleggerire il materiale meglio investire in attrezzatura ultralight piuttosto che ridurre la lunghezza della corda. Vai alle recensioni sulle corde da alpinismo.

Viti da ghiaccio

Anche se non previste nella dotazione di base, possono rivelarsi particolarmente utili in caso si stiano affrontando pendii in condizioni difficili. Per esperienza 3 viti a persona possono rivelarsi fondamentali per togliersi da situazioni spinose. Anche pendii di 45° se esposti e ghiacciati possono richiederne l’uso.

Piccozza

Per salite con pendii nevosi fino a 45° meglio optare per una sola picca da alpinismo classico. In caso di pareti nord o per pendii che facilmente possono essere ghiacciati è necessario avere una coppia di picche tecniche polivalenti.

Ramponi

Per i ramponi vale lo stesso discorso delle piccozze. Se si intende percorrere itinerari nevosi meglio optare per un rampone da ghiaccio a 10/12 punte. Nel caso di itinerari di misto e/o ghiaccio possono tornare molto utili ramponi più tecnici, dotati di punte frontali più pronunciate; potete sceglierne un paio dalle punte intercambiabili in caso di usura. Una cosa importante, indipendentemente dal modello, è che siano dotati di antizoccolo. I ramponi poi dovranno essere compatibili con i vostri scarponi. Esistono 3 tipologie; troverete maggiori informazione in questo articolo dedicato ai ramponi.

Cordini

Fondamentale avere con sé un cordino da ghiacciaio in kevlar da 3,5mt. Questo strumento è fondamentale in caso di recupero in crepaccio. Altri cordini essenziali sono quelli in kevlar da 1.60mt, che possono essere indossati a tracolla. Fare attenzione a dimensionarli sulla propria corporatura per evitare che vadano a interferire con il materiale all’imbrago. Utile è poi avere un cordino in kevlar di circa 4mt non annodato per costruire soste improvvisate su punti di ancoraggio distanti. Possibile tenerlo nello zaino ed estrarlo al momento opportuno.

materiali per alpinismo

Abbigliamento e calzature

Scarponi

Per scegliere al meglio i propri scarponi da alpinismo su ghiaccio occorre tener presente quale tipo di terreno si decide di affrontare e in quale stagione. I modelli più leggeri e flessibili sono adatti a terreni rocciosi o ghiaiosi, dove la sensibilità della suola più aiutare ad essere più precisi nei passaggi. Nel caso ci si trovi ad affrontare un ghiacciaio o pendii più ripidi innevati, meglio preferire uno scarpone più strutturato e caldo e predisposto all’uso dei ramponi automatici o semi-automatici. Scarponi più tecnici, ad esempio quelli dotati di ghetta, sono ideali in caso di alpinismo tecnico o invernale. Vai alle recensioni sugli scarponi da alpinismo.

Intimo

È lo strato direttamente a contatto con la pelle e per questo uno dei più importanti per restare caldi e asciutti. Uno strato intimo di buona qualità può essere sintetico o anche misto sintetico/lana. La scelta dell’uso della calzamaglia è soggettivo. Personalmente preferisco indossarla solo d’inverno con clima molto rigido. Nel caso di lunghi avvicinamenti suggerisco di portarne uno di ricambio prima di iniziare la salita vera e propria, in modo da partire asciutto, soprattutto se il clima è freddo o ventoso. Vai alle recensioni sull’intimo per alpinismo.

Secondo strato

È lo strato del primo caldo. Aiuta il primo strato a rimuovere il sudore dalla pelle e mantiene la necessaria termicità. Vai alle recensioni su mid-layer per alpinismo.

Strato intermedio (soft shell)

La scelta dello strato aggiuntivo al guscio va valutata in base al meteo o al tipo di percorso. Piumini o giacche imbottite sono molto validi in caso di freddo intenso, come durante bivacchi o notti in tenda in ambiente. Tuttavia i piumini in piuma naturale soffrono in maniera drastica le condizioni umide (pioggia, bagnato). Un’alternativa possono essere i softshell, con membrane non totalmente impermeabili ma antivento.

Guscio (hard shell)

Deve essere in membrana impermeabile e senza imbottitura, da indossare come strato finale. Oltre al più famoso Gore-Tex esistono ormai diversi tipi di membrane. In ambito alpinistico i gusci più diffusi sono quelli costituiti da 3 strati, meno traspiranti ma più resistenti a condizioni meteo avverse. Meglio evitare quindi gusci troppo leggeri più adatti ad attività come ad esempio il trail running. Vai alle recensioni sui gusci per alpinismo.

Guanti

Meglio optare per due paia di guanti. Il primo leggero e funzionale, utile per poter maneggiare facilmente il materiale tecnico (moschettoni, viti, etc) o per avere maggiore sensibilità nei passaggi di roccia. Il secondo più pesante, da utilizzare in caso di freddo intenso. E’ possibile inoltre perdere i guanti durante le manovre, quindi è opportuno averne un paio di scorta. Se per la vostra uscita di alpinismo su ghiaccio avete in programma una lunga parete nord, durante l’ascesa avrete le mani nella neve per lungo tempo, valutate in questa situazione le moffole pesanti. Vai alle recensioni sui guanti per alpinismo.

Altro abbigliamento

Berretti, buff, passamontagna sono da valutare in base alle condizioni meteo e al confort personale.

attrezzatura per alpinismo su ghiaccio

Accessori

Occhiali e crema solare

Obbligatori in caso di percorsi glaciali. All’aumentare della quota, l’irradiazione cresce al punto di renderli indispensabili. L’esposizione prolungata agli UV può provocare congiuntiviti ed eritemi anche acuti.

Lampada frontale

Idealmente una potenza di 300/400 lumen garantisce buona visibilità notturna. Personalmente tengo sempre nello zaino una seconda frontale d’emergenza.

Telo termico

Tra le varie dotazioni di emergenza che si possono prendere in considerazione, il telo termico è sicuramente il più pratico. Leggero e poco ingombrante, può fare la differenza in situazioni di pericolo. Attenzione che il telo termico non è eterno, se è nel vostro zaino da molti anni, potrebbe succedere che al momento dell’uso aprendolo si sfogli in mille coriandoli. Meglio controllare a inizio stagione.

Avvertenze finali

L’alpinismo su ghiaccio e in quota è un’attività potenzialmente pericolosa che va praticata con la giusta attrezzatura e soprattutto con la capacità di usarla correttamente in funzione del contesto e del luogo.

Raccomandiamo a chi si avvicina all’alpinismo o vuole migliorare il proprio livello di ricorrere all’insegnamento delle Guide Alpine e/o partecipare ad uno dei corsi organizzati dal Club Alpino Italiano.

Contenuti a cura di Antonio e Andrea.

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